Il Saluto
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Il Pane
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Il Vino Rosso
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Gli Ospiti
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Prima del Dolce
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Ricevimento
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Al Ristorante
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In Negozio
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IL SALUTO
Chi saluta per primo?
L'uomo quando incontra una donna, il più giovane vedendo un anziano, il fattorino scorgendo il
capufficio...
La stretta di mano?
In genere, chi saluta deve aspettare che sia l'altro a tendere la mano. La stretta dovrà essere
vigorosa, ma senza stritolare o scuotere troppo a lungo la mano altrui. Va porta intera, cioè non
solo due o tre dita, e senza guanti, salvo il caso in cui l'incontro si svolga sotto la pioggia scrosciante
o entrambi siano sommersi da pacchi.
In casa, l'uomo scatterà sempre in piedi al momento di stringere la mano, mentre la donna lo farà solo
per rendere omaggio a una signora più anziana o a un ecclesiastico. Nel caso di un vecchio signore, la
donna può decidere di rimanere seduta se non vuole sottolineare la differenza di età (per civetteria).
Anche i padroni di casa saranno in piedi per rendere omaggio agli ospiti quando arrivano e quando se ne
vanno. Naturalmente le donne vanno salutate prima degli uomini.
L'abbraccio?
Quando rivediamo un amico dopo molto tempo, un abbraccio affettuoso è il modo migliore per
festeggiare l'inatteso incontro, evitando però pacche e urla. Viene usato anche per dimostrare
solidarietà e amicizia nei confronti di chi è stato colpito da un lutto o ha superato da poco
una grave malattia.
Il baciamano?
Il baciamano non è obbligatorio. E' un gesto di ossequio poco usato ma molto gradito.
Va fatto solo alle donne sposate, senza guanti e mai per strada, in tram o in ufficio. L'uomo
si china e solleva la mano della donna accostando le labbra chiuse, senza deporvi un bacio vero.
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IL VINO ROSSO
Il vino rosso va aperto in anticipo e versato in una caraffa, va servito di volta in volta
(meglio de direttamente dal padrone di casa) e il bicchiere non va mai riempito oltre la metà.
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IL PANE
Il pane è più indicato di piccolo formato, per non doverlo tagliare prima di essere servito.
Si prende dal cestino con la pinza apposita poggiandolo sul piattino da pane (posizionato in
alto a sinistra rispetto al piatto). In mancanza dei piattini si può mettere direttamente
sulla tovaglia.
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GLI OSPITI
Come invitare una amcio da lontano?
Specificando con chiarezza le date un cui desideriamo che venga a stare da noi, onde evitare
soggiorni prolungati con relativi problemi di organizzazione domestica e di natura psicologica
derivanti dalla convivenza.
Come deve essere la sua stanza?
Fornita di cassetti e armadi dove riporre abiti e indumenti, un portacenere se fuma, dell'acqua
sul comodino per la notte, qualche libro o rivista.
Cosa fare all'arrivo?
E' più gentile andare a prendere l'amico alla stazione o all'aereoporto. Se verrà in auto, sarà
opportuno avergli fornito in precedenza tutte le indicazioni necessarie e attenderlo a casa.
A sua volta l'ospite non dovrà creare scompiglio arrivando ad ore impossibili. Si presenterà
con un regalo e un bagaglio non eccessivo e adatto al luogo: maglioni e scarpe comode per un
fine settimana in campagna, abiti e cravatte per le occasioni più mondane. Una volta arrivato
verrà condotto nella sua camera, dove disferà le valigie e potrà riposarsi o cambiarsi; poi, bevendo
un tè o un aperitivo, a seconda dell'ora, prenderà confidenza con l'ambiente e la famiglia informandosi
sulle abitudini della casa, gli orari dei pasti, ecc...
E il padrone di casa?
Spiegherà quali sono i programmi previsti per intrattenere l'ospite: gite, partite di tennis, passeggiate ecc.
Questi, da parte sua, cercherà di non creare complicazioni adattandosi a quanto organizzato.
Inoltre si informerà sulle abitudini alimentari. Il cibo dovrà essere variato e abbondante, senza
eccedere: mai riciclare gli avanzi del pasto precedente.
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PRIMA DEL DOLCE...
Prima del dolce, il pane avanzato va tolto e le briciole spazzate via con la speciale
spazzola o con una paletta d'argento (in mancanza, utilizzate un tovagliolo pulito).
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RICEVIMENTO
Come prepararsi?
Tutto dovrà essere in perfetto ordine, sistemando le camere, fiori nei vasi, pavimenti lucidi,
portacenere dappertutto. Il bagno merita una particolare attenzione.
Oltre a un'attenta pulizia, dovrà essere eliminata ogni traccia personale: per cui via pigiami,
camicie da notte e vestaglie, via le medicine speciali per disturbi intimi, via giornali, riviste
e libri. Carta igienica e saponette nuove, acqua di colonia e profumi, pettini puliti nonchè un certo
numero di piccoli asciugamani o lavette,
dovranno essere a disposizione degli invitati.
Quali sono i tipi più comuni di ricevimento?
La colazione (pranzo), in genere di tipo informale, il tè (quasi scomparso), il cocktail, il pranzo (cena) e
il ballo.
Cosa fare per il tè?
Questo prevede che tutti siano seduti e che la padrona di casa compia personalmente la cerimonia di versare
il tè nelle tazze da una teiera. Deve essere presente una piccola lattiera con il latte, il limone, una
zuccheriera, un bricco di acqua calda per allungare il tè, tovagliolini possibilmente di stoffa.
Tra una chiacchiera e l'altra si possono offrire torte, pasticcini, tartine salate o pizzette.
E per un cocktail?
E' un ricevimento che si svolge in piedi, piuttosto affollato, la cui caratteristica è la mobilità; infatti
si può rimanere un'ora, due ore o venti minuti. Va creato un certo spazio eliminando mobili
o oggetti che potrebbero essere di intralcio. Viene allestita la tavola con bibite e bicchieri,
salatini e tramezzini, mandorle salate, olive, tovagliolini, ghiaccio in quantità, e succhi per
gli amanti dei non alcolici. Si offrono vini bianchi frizzanti, spumanti e drink "pronti" come
Bellini, Negroni, Martini ecc... Non sono previste posate perchè il cibo che viene offerto,
va preso con le mani e deve quindi avere la grandezza di un boccone.
Quali sono gli orari?
Per la colazione (pranzo) l'ora viene stabilita da chi invita, in genere intorno alle 13:00 e
non si rimane oltre le 15:00; il tè inizia verso le 17:00 e non si protrae oltre le 19:00; il
cocktail è fissato tra le 19:00 e le 21:00 anche se spesso viene prolungato con un risotto o una
spaghettata; il pranzo (cena) è alle 21:00; al ballo si arriva verso le 23:00 e si rimane
finchè le forze fisiche lo consentono. La puntualità è apprezzata in tutti i casi.
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AL RISTORANTE
Chi dei due entra per primo?
L'uomo, che tenendo la porta aperta, provvederà a far passare la donna.
Dopo aver lasciato al guardaroba (a cui va data una mancia a parte) cappotto, cappello, cellulare
e guanti (la donna se vuole può tenersi cappello e pelliccia) ci si dirigerà verso il
tavolo assegnato nel seguente ordine: prima il cameriere, poi la donna, quindi l'uomo. Se
non c'è il cameriere sarà l'uomo a fare strada.
Se incontriamo dei conoscenti?
Se è la donna a fermarsi ad un tavolo per salutare qualcuno, le altre signore rimarranno sedute
mentre gli uomini si alzeranno; se è l'uomo tutto resteranno al loro posto. In ogni modo lui non deve mai
lasciare sola la sua accompagnatrice, per cui salutare si ma tirando avanti.
Come ci si siede a tavola?
La donna, la persona più anziana o di maggior riguardo, si accomoda per prima e nel posto
migliore, cioè quello che consente di guardare la sala o di ammirare il panorama.
A chi spetta ordinare?
All'uomo che, dopo essersi consultato con la donna, darà l'ordinazione delle pietanze e del vino.
Di solito all'uomo viene versato un sorso di vino per l'assaggio. Il maître è il capocameriere
che avrà una divisa diversa, prende le ordinazioni al tavolo, suggerisce e spiega i piatti del menu
e controlla che il servizio si svolga con cura ed efficienza.
Chi comincia a mangiare per primo?
La donna o la persona più importante; perciò se viene portato prima il piatto di chi non
rientra in tale categoria questi dovrà attendere che anche gli altri siano serviti.
Come ci si rivolge al cameriere?
Mai battendo le posate sul bicchiere o schioccando le dita. Per chiamarlo sarà sufficiente un
cenno con la mano o al limite si dirà «per favore» usando il lei e un tono cortese anche se fosse
giovanissimo.
Come ci si comporta con i venditori di fiori?
L'acquisto non è obbligatorio ma è la donna, destinataria dei fiori, che dovrebbe dire per prima
«no, grazie». Al contrario l'uomo dovrà essere pronto a pagare senza battere ciglio anche se il
prezzo fosse esorbitante.
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IN NEGOZIO
Cosa si deve fare entrando?
Salutare e chiedere di poter dare un'occhiata. Volendo invece un oggetto preciso rivolgeremo la richiesta
direttamente al commesso; se però il negozio fosse affollato attendermo con pazienza il nostro turno.
In caso di indecisione?
Potremo chiedere con cortesia di esaminare altri articoli, altri formati, altri colori, altri
soggetti. E' infatti diritto del cliente scegliere con calma domandando informazioni e consigli senza
esasperare il commesso, e sempre nel rispetto degli orari: a pochi minuti della chiusura non faremo smontare
un negozio per poi non comprare nulla; il minimo in tal caso sarà scusarsi per il disturbo recato.
Come deve comportarsi il commesso?
Salutare o rispondere al saluto di chi entra evitando lo scortese «dica?». Deve inoltre
privilegiare il cliente sospendendo qualsiasi altra attività come telefonare, chiacchierare con
amici, lettura ecc... Essere cortese e disponibile, non insistere in modo eccessivo su un
acquisto, sopportare atteggiamenti di superiorità e indecisione dell'acquirente.
Come deve comportarsi il cliente?
Non deve sfinire il commesso scambiandolo per uno psicanalista cui raccontare in modo dettagliato
le proprie nevrosi e problemi relativi, nè esibire sdegno perchè un oggetto è troppo caro,
mentre altrove costa meno. E ancora, non si deve volere qualcosa per il giorno successivo per
poi ritirarla la settimana seguente, nè si chiede, approfittando della cortesia del negoziante,
di fare una telefonata tendendo a lungo la linea occupata.
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